5 maggio

Arrivo a Roma alle 14:30 circa. Da Termini, raggiungiamo l’albergo Smeraldo in via dei Chiavari scavallando l’Esquilino, il colle del Quirinale, piazza Venezia, un pezzo di via del Corso e Largo di Torre Argentina

Il pomeriggio è ormai avviato, facciamo una piccola scorta d’acqua, poi andiamo a salutare Roma: Campo dei Fiori, piazza della Cancelleria, piazza Navona, Palazzo Madama, San Luigi dei Francesi con l’architettrice Plautilla Bricci e Caravaggio, Montecitorio, Palazzo Chigi, Santa Maria sopra Minerva.

Alla sera, cena da Emma che non è più lei, purtroppo (probabilmente è Roscioli) pizza e insalata di carciofi

Dopo cena, un saluto al Tevere e poi a dormire

6 maggio

La prima tappa è la Basilica di Santa Maria Maggiore, una delle quattro basiliche maggiori. Nell’anno giubilare sarebbe stata comunque in programma, ora purtroppo si visita volentieri anche per sostare un istante davanti alla tomba di Papa Francesco

Passiamo dalla Porta Santa, poi siamo avvolti nel barocco di una delle chiese più ricche e sontuose: sculture, dipinti, affreschi, architetture … La coda obbligatoria ci conduce davanti alla tomba di Francesco, profondamente commovente nella sua essenzialità: l’opulenza del barocco avvolge, la tomba quasi priva di ogni decorazione ci conduce alla consapevolezza del niente che siamo

La basilica è uno scrigno di bellezza, fermarsi su ogni dettaglio è praticamente impossibile; almeno posiamo la nostra attenzione sugli affreschi di Piero della Francesca e sul bassorilievo del Bernini.

Per molto tempo questa basilica è stata considerata la Betlemme dell’occidente, in quanto conserva la reliquia di un po’ della paglia della mangiatoia, reliquia oggi al chiuso, coperta da una tenera scultura di Arnolfo di Cambio

Santa Maria Maggiore è la chiesa che i romani amano di più, la chiesa dove Maria è Salus Popoli Romani, dove la Madonna si è manifestata con una nevicata avvenuta il 5 di agosto, oggi celebrata ogni anno facendo scendere dal soffitto una pioggia di petali bianchi

Usciamo da Santa Maria Maggiore per andare verso la seconda delle Basiliche maggiori: San Giovanni in Laterano. Percorrendo via Merulana ci fermiamo per uno shopping delizioso da Millepiedini (indovina per chi?)

Entriamo in basilica, altrettanto ricca e barocca, e subito mi soffermo davanti al piccolo affresco che ritrae Bonifacio VIII con in mano la bolla dove indice il primo Giubileo. Si avvicinano tre giovani frati che commentano l’opera, e da loro apprendo che l’affresco è opera di Giotto, ed è l’unico rimasto da una ricca collezione

Dopo la basilica visitiamo il battistero, opera che annovera nella sua storia l’aver battezzato Paolo … Unico nel suo genere per dimensioni e ricchezza, sorge sopra la sorgente termale in quello che era il frigiderium di una casa patrizia romana, casa appartenuta a Flavia, moglie di Costantino. Le cappelle laterali riportano ancora i mosaici dei primi secoli, a volte coperti dagli interventi più recenti

É arrivata l’ora della nostra visita guidata ai palazzi Lateranensi, in teoria dimora papale, in pratica mai abitati da pontefici

Occorre dirlo? l’impatto è maestoso, già dal corridoio esterno si resta affascinati dalle grottesche sul soffitto

Al primo piano ci sono i saloni di rappresentanza, ognuno dedicato a un personaggio dell’antico testamento, con volte affrescate e arazzi maestosi. l’appartamento papale, che si visita alla fine, è essenziale ma non meno curato

Dopo la visita proseguiamo verso Santa Croce n Gerusalemme, nota per le sue reliquie e, dopo una lunghissima passeggiata, verso San Lorenzo, basilica minore, ma di grande bellezza e maestà

Prendiamo un comodo autobus per tornare verso l’hotel, prepararci per la cena e terminiamo l’intensa giornata con un giro al Campidoglio, dove affrontiamo anche la scalinata dell’Ara Coeli, ai Fori Imperiali e Traianei, alla bellezza della colonna Traiana, ai pini a ombrello che fanno tanto Roma. Cena (buona) da Fortunata: mozzarella in carrozza e polpette al pomodoro, poi cicoria ripassata in padella, tutto squisito

7 maggio

La prima tappa è la Galleria Borghese. Arriviamo un po’ in anticipo rispetto all’orario di prenotazione, e ci godiamo il magnifico parco. Conosciamo bene questo museo, che è tappa obbligata ogni volta che siamo a Roma, ma la bellezza d alcune opere, dalle sculture del Bernini, alle tele di Caravaggio, oltre a infiniti altri capolavori, non mi stancano mai

La suggestione dei marmi del Bernini, così pulsanti da sembrare vivi, la spontaneità della Madonna di Caravaggio mentre trattiene un piccolo vivace Gesù Bambino, emanano una bellezza ipnotica, irresistibile

Continuiamo nell’arte e ci spostiamo a Palazzo Barberini, per la grande mostra dedicata a Caravaggio: Caravaggio 2025

Ultima tappa, la Scala Santa, davanti a San Giovanni in Laterano.

Non c’ero mai stata: è un luogo di bellezza, ma il più intenso ambiente devozionale nel quale mi sia mai trovata

La Scala si può salire a piedi, come facciamo noi e qualcun altro, o in ginocchio, come fanno moltissimi devoti  pellegrini, forse solo per devozione o, forse, per chiedere una grazia, o ringraziare per averla ricevuta. Una manifestazione di vera fede come non se ne vedono spesso

In cima alla Scala Santa c’è una prima cappella, la cui unica bellezza è il soffitto affrescato, dalla quale si entra nella Cappella Santa Santorum, che raccoglie un’icona del Cristo inserita in una cornice d’argento, a sua volta sistemata sotto un magnifico mosaico. La cappella ha poi soffitto e pareti affrescati con varie scene bibliche, oltre i ritratti dei Papi, e un suggestivo soffitto a botte con le immagini e i simboli dei quattro evangelisti

Dopo questa visita, veloce negli spazi, ma lenta nelle riflessioni, torniamo a piedi all’hotel: via San Giovanni in Laterano, Colosseo, via dei Fori Imperiali, piazza Venezia, un pezzetto di via del Corso e finalmente largo di Torre Argentina

Alla sera, cena romana da Mastrociccia, con fiori di zucca ripieni di acciuga e fritti, e tagliatelle con carciofi e guanciale, poi ottime puntarelle

8 maggio

Stamattina andiamo direttamente in piazza San Pietro perchè, conclave o no, è l’Anno Santo e abbiamo la prenotazione per entrare dalla Porta Santa

Arriviamo in anticipo, c’è già gente ma la piazza non è piena. Approfitto per cogliere la vista geniale del Centro del Colonnato, un punto preciso dal quale si ha l’illusione che le colonne non siano quattro parallele, ma una sola.

Senza aspettare l’orario, entriamo subito. San Pietro è una chiesa che conosciamo bene, e dopo la sosta obbligata davanti alla Pietà di Michelangelo, ci prendiamo il tempo per un giro tranquillo ed esplorativo. Si capisce che tutto è già pronto per le celebrazioni che seguiranno l’elezione del nuovo Papa

Quando usciamo, la piazza si è decisamente riempita: molti hanno il nostro stesso programma, altri probabilmente vorranno aspettare la famosa fumata delle 12, che sarà comunque nera

Torniamo verso le nostre parti passando da Castel S. Angelo, Lungotevere, ritornando sull’altra riva per una sosta in Santa Maria in Trastevere, stupenda con i pavimenti cosmateschi e il mosaico scintillante. Spuntino e un po’ di riposo, le lunghe passeggiate cominciano a pesare

Alla sera siamo a cena in un buon ristorante sardo, con l’ottima compagnia di Monica e Sergio: fregola sarda ai frutti di mare e alici fritte

9 maggio

Raggiungiamo la Domus Aurea per una visita guidata al monumento noto per essere stato l’abitazione di Nerone, il contestato imperatore morto suicida

Gli spazi sono tutti ipogei, rinvenuti dopo un enorme lavoro di restauro e pulizia per liberarli dalla terra che li aveva riempiti per secoli

In fase introduttiva impariamo che la Domus Aurea rimasta è solo una piccola porzione di un complesso composto da abitazioni, giardini e spazi d’acqua cosi grande da coprire parte di tre colli, Celio, Palatino ed Esquilino. Il fatto che non siano stati trovati nè cucine nè bagni fa ritenere che fosse tutto uno spazio di rappresentanza.

Se la prima parte della visita mostra spazi ampi, recuperati appunto dal sottosuolo, ma spogli, piano piano che ci si addentra si scoprono affreschi sempre meglio conservati, che identificano spazi dipinti o coperti da preziosi marmi

In chiusura c’è una visita virtuale, tramite un particolare visore, di quella che doveva essere la parte centrale della casa, ricchissima di dettagli lussuosi, colorati, all’insegna di un gusto raffinatissimo, e di come, man mano che si scopriva qualcosa di più, scienziati, archeologi e artisti capivano come doveva essere la Domus Aurea

Ci riposiamo qualche minuto nel bellissimo parco intorno, poi proseguiamo per la quarta, e ultima, basilica papale superiore, quella dedicata a San Paolo

A differenza delle tre precedenti, qui non impera il barocco, così protagonista da distogliere dal dovuto raccoglimento. Qui, pur nella magnificenza e nei decori non modesti, prevale uno stile neoclassico pulito e arioso, arricchito da una bellissima abside a mosaico e, dalla cappella dedicata a San Lorenzo, con i sedili in legno per la preghiera decorati con incisioni e intarsi di grande qualità

Ultima visita della giornata e della vacanza: la chiesa di San Giovanni e Paolo, una piccola chiesa un po’ confusa nello stile e nelle decorazioni, salvo per una bellissima collezione di lampadari a gocce di cristallo

Rientriamo verso l’albergo per prepararci per la cena, passando un verdissimo parco, uno dei tanti che ci sono a Roma, il parco della villa CeliMontana

A cena da Pasta e Vino: gnocchi alla crema di formaggio tartufata e polpette cacio e pepe. La vacanza è finita, domani si ritorna